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CHI SIAMO LA STORIA ATTIVITA' IN CIFRE ORGANIGRAMMA

Tra gli anni Settanta e Ottanta sono tante le iniziative che vedono Assindustria protagonista per promuovere l'atletica: dall'organizzazione di manifestazioni nazionali come il memorial "Colbachini" allo storico gemellaggio con la squadra della Stella Rossa di Praga. Un attivismo che porta ad una progressiva ascesa nel panorama nazionale.

La prima promozione in
serie A della squadra assoluta maschile risale al 1990, quando a capitanare la formazione giallobl¨ Ŕ l'olimpionico Giovanni Evangelisti (bronzo salto in lungo Los Angeles '84).

L'anno seguente sono gli
juniores a portare a Padova uno storico scudetto under 20. Alle finali di Udine Assindustria si presenta con una formazione straordinaria. Sono sei gli atleti giallobl¨ che in quell'anno hanno giÓ  vestito la maglia azzurra (Paolo Ciravolo, Ivan Trevisan, Massimo Zacchello, Marco Chionchio, Daniele Tiozzo e Igino Taverna) e la due giorni di gare si trasforma cosý in una lunga serie di vittorie che si conclude con la conquista del titolo italiano a squadre.

In campo femminile, i primi successi risalgono agli anni Ottanta: sotto la guida del tecnico
Claudio Colombo crescono i talenti e, tra questi, la velocista Sonia Vigati che realizza un record italiano juniores dei 100 metri tuttora imbattuto (11''42 nel 1989).

Nel 1999 anche la squadra femminile approda in
serie A, dopo aver collezionato tre promozioni in quattro anni.

Attualmente entrambe le squadre assolute di Assindustria Sport Padova militano in serie A

*Alla storia di Assindustria Sport Padova Ŕ associato, indissolubilmente, il nome di Arduino Furlan, il "papÓ" della societÓ , prematuramente scomparso la prima domenica di ottobre del 2000.

Queste le parole con cui l'hanno ricordato i "suoi" ragazzi, salutandolo:

"Ci sono tanti modi di vivere l'atletica.
In questi anni nessuno di noi ha mai visto Arduino con un cronometro in mano.
A lui non serviva un cronometro per appassionarsi di fronte ad una gara.
A lui bastava guardare dalla tribuna verso la pista e vedere che c'era uno di noi.
E le gare a volte lui le "sentiva" più dei diretti interessati, tanto che l'emozione in certi campionati lo metteva a letto con la febbre.
Per lui nessuno di noi era solamente un tempo o una misura.
Ognuno di noi aveva una storia che lui conosceva.
Se oggi ci chiedeste com'era Arduino, metà di noi vi risponderebbe "buono".
L'altra metà "molto buono".
Questo ci ha insegnato: ad essere uomini mantenendo dentro di noi un po' di bontà.

Ciao Ardu".


 

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